C'è una verità elementare, la cui ignoranza
uccide innumerevoli idee e splendidi piani:
nel momento in cui uno si impegna a fondo,
anche la provvidenza allora si muove.
Infinite cose accadono per aiutarlo,
cose che altrimenti mai sarebbero avvenute...
Qualunque cosa tu possa fare,
o sognare di poter fare, incominciala.
L'audacia ha in se' genio, potere, magia. Incomincia adesso.
(Johann Wolfgang Goethe)
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C'era una volta un mercante che teneva un pappagallo in gabbia. Il suo lavoro lo indusse a partire per l'India, e allora chiese al suo pappagallo se avesse un qualche messaggio per i suoi simili di quel continente.
Il pappagallo si limitò a rispondere: "Dì loro che me ne sto chiuso in una gabbia". Il mercante diede la sua parola di messaggero, e trasmise il messaggio al primo gruppo di pappagalli che incontrò sul suolo indiano. Udite quelle parole, uno di loro cadde a terra e ne morì immediatamente.
Tornato in patria, il mercante accusò il pappagallo di averlo reso latore di un messaggio mortifero, ma appena ebbe ascoltato questo rimprovero anche il pappagallo del mercante cadde a terra morto, proprio come il suo simile indiano.
A quel punto il mercante tolse il cadavere del pappagallo dalla gabbia e fece il gesto di gettarlo via, quand'esso riprese invece vita e fuggì volando, spiegando che il pappagallo indiano si era limitato ad indicargli la morte come via di fuga dalla gabbia.
di Maulana Jalaluddin Rumi
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C'era una volta un mercante che teneva un pappagallo in gabbia. Il suo lavoro lo indusse a partire per l'India, e allora chiese al suo pappagallo se avesse un qualche messaggio per i suoi simili di quel continente.
Il pappagallo si limitò a rispondere: "Dì loro che me ne sto chiuso in una gabbia". Il mercante diede la sua parola di messaggero, e trasmise il messaggio al primo gruppo di pappagalli che incontrò sul suolo indiano. Udite quelle parole, uno di loro cadde a terra e ne morì immediatamente.
Tornato in patria, il mercante accusò il pappagallo di averlo reso latore di un messaggio mortifero, ma appena ebbe ascoltato questo rimprovero anche il pappagallo del mercante cadde a terra morto, proprio come il suo simile indiano.
A quel punto il mercante tolse il cadavere del pappagallo dalla gabbia e fece il gesto di gettarlo via, quand'esso riprese invece vita e fuggì volando, spiegando che il pappagallo indiano si era limitato ad indicargli la morte come via di fuga dalla gabbia.
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Il più bello dei mari e' quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto
Nazim Hikmet
- blog di lucy
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C'era una volta un millepiedi viveva felice un giorno incontrò la rana e la rana gli chiese:
-Come fai a mettere i piedi uno davanti all'altro senza inciampare?-
Il millepiedi ci pensò e da quel momento non fu più in grado di camminare
(favola zen)
- blog di lucy
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Chi non comprende il tuo silenzio,
probabilmente non capira' nemmeno le tue parole.
(E. Hubbard)
- blog di lucy
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ECCOMI QUI DA OGGI CI SONO ANCHE IO!!!
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SEPPUR RIMANESSI L'UNICA FOGLIA,
CULLATA DAL VENTO...
CERCHEREI DI AGGRAPPARMI
AL RAMO PIU' VICINO...
MI ADDORMENTEREI COME FACEVO,
SUL TUO BRACCIO...
SEPPUR RIMANESSI L'UNICA FOGLIA,
PLANEREI FIN QUANDO IL TUO BRACCIO
DI QUERCIA MI TERRA' CON SE!
DOVE IL VENTO VA'...
LI' SI SON DISPERSI I MIEI PENSIERI...
COME FOGLIE SECCHE CHE RACCOLGONO
GLI ULTIMI ISTANTI DI SOLE...
IN SEGRETO HAN RUBATO...
IN SILENZIO SPAZZATE VIA...
INFILATE NEL BREVE TEMPO
CHE LASCIA UNA NUVOLA STORDITA!
- blog di concita occhipinti
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HO VISTO RAMI SPEZZATI SENZA NOME,
SCONOSCIUTI E INERTI ARRAMPICATI VERSO UNA META
CHE NON HA COGNOME.
HO VISTO RADICI TENTENNANTI DI PAURA,
SBRICIOLATE COME MOLLICHE
DOVE AQUILE SI ARTIGLIANO FRA LORO
DIVIDENDO OSSIGENO E RUMORI.
HO VISTO ABBATTERSI SULLE CIME DI ABETI, FRATELLI,
RIVOLI DI FIUMI CONTENITORI DI LACRIME.
HO VISTO! HO VISTO TUTTO CIO'...
PERCHE' NON SI DICA UN GIORNO CHE SON PASSATO E
NON ABBIA LASCIATO UN SEGNO!
SONO IL VENTO!!
- blog di concita occhipinti
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