Antoni Gaudí, architetto

Antoni Gaudí y Cornet. Santo architetto
di Roberto De Santis
"Occorre combinare gli elementi
sporgenti con quelli rientranti,
in modo che a ciascun elemento
convesso, cioè situato in luce piena,
ne venga opposto uno concavo, ossia un'ombra"
Antoni Gaudí
Apprezzato da Le Corbusier che lo ha definito come "colui che possiede la maggior forza architettonica tra gli uomini della sua generazione", Gaudí, le cui opere sono state realizzate quasi esclusivamente a Barcellona, fu il maggiore rappresentante del Modernismo catalano, la variante spagnola dello Jugendstil.
Biografia di Antoni Gaudí
L'architetto spagnolo (Reus, Tarragona 25 giugno 1852 - Barcellona 1 giugno 1926), di famiglia artigiana, studia alla Scuola Superiore di Architettura di Barcellona, dove si diploma nel 1878, ma nella sua formazione sono in particolare presenti suggestioni del nazionalismo catalano, del preraffaellismo inglese, del gotico filtrato da Viollet-le-Duc, riassunte in una sorta di misticismo religioso e naturalista.
Nel 1882 Gaudí conosce l'industriale Güell y Bacigalupi che ne intuisce il talento e ne diventa il mecenate; nel 1883 ha la direzione dei lavori del tempio votivo della Sagrada Familia, che lo assorbiranno fino alla morte in un impegno sempre più esclusivo. La sua prima opera di vasta risonanza è Casa Vicens (1878-80) a Barcellona, con influssi dell'arte mudéjar; dal 1885 realizza, per il suo mecenate, il palazzo Güell (1885-89), la chiesa per la colonia Güell (1898 -1915), il parco Güell (1900-14), quest'ultimo in assoluto uno dei suoi capolavori; mentre Casa Battlò (1905-07) e Casa Milà (1905-10) sono interpretazioni straordinariamente anticonvenzionali del tema della casa ad appartamenti.
Complessi i rapporti con città, committenti, colleghi progettisti e artisti a lui contemporanei. Dalle fonti di ispirazioni e al contesto culturale in cui la sua opera si è sviluppata (da Ruskin ai pre-raffaelliti, da William Morris e l'Arts and Crafts al Simbolismo), e alle successive influenze che questa ha prodotto, dal Surrealismo all'Espressionismo fino al Razionalismo, su personaggi come Dalí, Man Ray, Brassaï e Le Corbusier.
L'insegnamento di Gaudí è nella sua aspirazione ad esprimersi oltre il convenzionale e il procedimento consolidato, anticipando soluzioni architettoniche e figurative ancora attuali. Egli affronta la questione nodale del dibattito architettonico tra natura e artificio attraverso lo spiccato senso dell'uso dei materiali, l'intuizione di alcuni princìpi morfologico-costruttivi: l'arco parabolico, che risolve la statica stereometria in una conformazione organica, l'applicazione di motivi zoomorfici, arborescenti, fiabeschi, di animali primitivi o simboli mistici esprimono anticipazioni di molte tendenze dell'arte moderna e del design.
Artista isolato e solitario, Gaudí si pone come tramite tra esperienze estetiche e strutturali del passato e le possibilità tecniche ed espressive della architettura moderna: se infatti le sue prime opere risentono dell'influenza di Viollet-le-Duc e si rifanno alla tradizione culturale del passato, le opere successive denotano una decantazione dei motivi stilistici del passato in favore di una espressività autonoma e originalissima, caratterizzata dalla capacità di sovrapporre un ordito decorativo a una struttura rigorosa che utilizza arditamente le possibilità offerte dalla tecnica moderna.
L'opera più significativa di Gaudí, pur essendo rimasta incompiuta, è Sagrada Familia a Barcellona, commissionatagli dall'Associación Espiritual de Devotos de San José, in cui più profondo si avverte il distaccarsi dell'artista dalla tradizione storica in favore di una invenzione formale estremamente libera e fantastica. Era stata occasione della "folgorazione" mistica e del suo avvicinamento alla religione cattolica: motivo per cui si vuole procedere, dal 1999, primo architetto nella storia, alla beatificazione, su iniziativa dell'arcivescovo di Barcellona, il cardinale Ricard Maria Carles Gordò, cattolico nazionalista. Le sue spoglie sono conservate, per concessione papale, nella cripta della Sagrada Familia.
A lungo sottovalutato dalla critica ufficiale, che solo di recente ne ha riconosciuto la grandezza, Gaudí era molto richiesto ed apprezzato dalla borghesia catalana del tempo.
Visse gli ultimi anni della sua vita all'interno del cantiere senza fine della sua Sagrada Familia, conducendo una vita quasi da barbone. Quando morì, travolto da un tram, riconosciuto solo dopo alcuni giorni, il suo funerale, seguito da migliaia di persone, commosse l'intera Barcellona, consacrandolo "l'architetto di Dio".
