Punto e linea nel piano

Wassily Kandinsky

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Introduzione

Esterno-interno

Ogni fenomeno può essere sperimentato in due modi.
Questi due modi non sono arbitrari, ma connessi ai fenomeni, essi vengono determinati dalla natura dei fenomeni, e precisamente da due proprietà degli stessi:
esterno,
interno.
La strada può essere osservata attraverso il vetro della finestra: in tal caso i suoi rumori ci pervengono attenuati, i movimenti diventano spettrali e la via stessa, attraverso il vetro, trasparente sì ma solido e duro, ci appare come una entità separata, che pulsa in un "al di là."
Oppure apriamo la porta, usciamo, ci immergiamo in questa entità, diventiamo attivi in essa e viviamo il suo pulsare con tutti i nostri sensi.
I rumori, sempre mutevoli per intensità e ritmo, ci avvolgono, salgono vertiginosamente e cadono d'improvviso indeboliti.
Anche i movimenti ci avvolgono: un gioco di tratti e linee orizzontali, verticali, che inclinano col movimento in direzioni diverse, di macchie colorate che si ammassano e si disperdono, e che emettono un suono ora alto ora basso.
L'opera d'arte si riflette sulla superficie della coscienza. Essa giace al di là, e quando lo stimolo è cessato scompare dalla superficie senza lasciar traccia.
Anche qui v'è una sorta di vetro trasparente ma solido e duro che rende impossibile una relazione intima diretta. Anche qui è presente la possibilità di entrare nell'opera, di diventarvi attivi e di vivere con tutti i nostri sensi il suo pulsare.

Analisi

Prescindendo dal suo valore scientifico, che dipende da un esame preciso dei singoli elementi artistici, l'analisi di questi elementi rappresenta un ponte che ci mette in comunicazione con l'intimo pulsare dell'opera.
L'opinione fino a oggi dominante, secondo cui sarebbe fatale "sezionare" l'arte, poiché questa dissezione condurrebbe inevitabilmente alla sua morte, deriva dell'ignorare l'importanza degli elementi messi a nudo e delle loro forze primarie.

Pittura e altre arti

In relazione alle ricerche analitiche, la pittura assume stranamente tra le altre arti una posizione a sé.
Per esempio l'architettura, che è connessa per la sua stessa natura a fini pratici, dovette avere fin dal principio determinate conoscenze scientifiche.
La musica, che non ha alcun fine pratico (prescindendo dalla marcia e dalla danza) e che fino a oggi era l'unica arte appropriata a coltivare valori astratti, ha da molto tempo la sua teoria, una scienza fino ad oggi forse un po' unilaterale, che si trova però in costante sviluppo.
Così le due arti citate, che sono tra loro agli antipodi, hanno una base scientifica, e questo fatto non suscita alcuno scandalo.
Se le altre scienze sono rimaste da questo punto di vista più o meno arretrate, il grado di queste differenze deve essere ricondotto al grado dì sviluppo di ciascuna di queste arti.

Teoria

La pittura, in particolare, che nel corso degli ultimi decenni ha compiuto un balzo in avanti veramente prodigioso, ma che soltanto da poco tempo si è liberata del suo senso "pratico" e di molte applicazioni cui era soggetta, è salita a un livello che rende indispensabile un esame esatto, puramente scientifico, dei suoi mezzi pittorici in vista del suo fine pittorico.
In questa direzione non è possibile, senza tale esame, raggiungere gli stadi successivi né all'artista né al "pubblico."

Nei tempi passati

Si può supporre con assoluta sicurezza che la pittura non sia stata sempre da questo punto di vista così sprovveduta come oggi, che in passato dovettero esistere determinate conoscenze teoriche e non solo in riferimento a questioni puramente tecniche, che una certa dottrina della composizione potesse essere insegnata e lo fu realmente ai principianti e che specialmente talune nozioni sugli elementi, la loro natura e la loro applicazione fossero per l'artista una cosa universalmente nota.( per esempio l'uso compositivo dei tre piani primari, come base delia costruzione nel quadro. I residui di questa concezione erano usati ancora poco tempo fa nelle accademie, e forse lo sono ancor oggi)
Se prescindiamo dalle regole puramente tecniche (fondo, agglutinanti ecc.), ritrovate in grande quantità solo da una ventina d'anni (si veda per esempio l'opera preziosa di Ernst Berger, Beitràge zur Entwicklungsgeschichte der Maltechnik, 5 fasc., Georg D. W. Callwey Verlag, Munchen. Da allora è uscita su questo problema un'abbondante letteratura. È recente la pubblicazione della grande opera del prof. Alexander Eibner, Entwicklung und Werkstoffe der Wandmalerei vom Altertum bis zur Neuzeit, Verlag B. Heller, Munchen) e che hanno avuto particolar-mente in Germania una certa importanza nello sviluppo della produzione dei colori, quasi nulla delle conoscenze dei tempi passati, e forse di una scienza dell'arte molto sviluppata, si è conservato fino a oggi.
È un fatto curioso che gli impressionisti, nella loro lotta contro l' "accademismo," abbiano annientato gli ultimi resti della teoria della pittura ma che, nonostante la loro asserzione secondo cui l'unica teoria per l'arte sarebbe la natura, abbiano posto subito, anche se inconsapevolmente, la prima pietra della nuova scienza dell'arte.( Subito apparve il libro di P. Signac, De Delacroix au Néo-lmpressionisme [1899])
Uno tra i compiti più importanti della scienza dell'arte che muove ora i suoi primi passi sarebbe da un lato un'analisi approfondita dell'intera storia dell'arte in relazione agli elementi, alla costruzione e alla composizione in epoche diverse e presso i diversi popoli, e dall'altro l'accertamento dei progressi compiuti nell' ambito dei tre problemi della vita, del ritmo e della necessità dell'arricchimento e dello sviluppo, verosimilmente discontinuo, che decorre nella storia dell'arte seguendo forse una determinata linea di sviluppo, probabilmente ondulata.
La prima parte di questo compito, l'analisi, confina con i compiti delle scienze "positive."
La seconda parte, il tipo di sviluppo, è contigua ai compiti della filosofia.
Qui si trova il punto centrale delle leggi dell'evoluzione dell'umanità in genere.

Sezionamento

Dobbiamo osservare per inciso che la riscoperta di queste conoscenze dimenticate delle epoche artistiche del passato è raggiungibile solo con un grande sforzo, cosa che dovrebbe mettere definitivamente da parte il timore connesso al "sezionamento" dell'arte.
Se infatti le dottrine "morte" giacciono così in profondità nelle opere vive da poter essere tratte alla luce solo con grande fatica, i loro effetti "dannosi" non sono altro che il timore legato all' ignoranza.

Due fini

Le ricerche che devono essere poste alla base della nuova scienza, la scienza dell'arte, hanno due fini e scaturiscono da due necessità:

  1. la necessità della scienza in generale, la quale cresce da un desiderio non pratico di conoscere: la scienza "pura," e
  2. la necessità di un equilibrio nelle forze creative, le quali devono essere suddivise schematicamente in due parti: intuizione e calcolo: la scienza "pratica."

Poiché oggi siamo solo agli inizi, poiché ci troviamo in un labirinto che si estende in tutte le direzioni e che scompare in una fitta nebbia e poiché non siamo assolutamente in grado di prevedere gli ulteriori sviluppi, queste ricerche devono essere condotte in modo molto sistematico, e a tal fine è necessario uno schema chiaro.

Elementi

Il primo problema che si pone inevitabilmente è quello degli elementi artistici, i quali sono il materiale costruttivo delle opere, e che quindi devono essere diversi in ogni arte.
Qui dobbiamo distinguere innanzitutto da altri elementi gli elementi fondamentali, ossia quegli elementi senza i quali in un'arte specifica un'opera non può in generale sorgere.
Quegli altri elementi devono essere indicati come elementi secondari.
In entrambi i casi è necessaria un'articolazione organica per gradi.
In questo scritto vengono trattati due elementi fondamentali, i quali costituiscono il primo inizio di ogni opera pittorica; senza di essi l'inizio stesso non è possibile, ed essi rappresentano al tempo stesso un materiale completo per un settore autonomo della pittura: la grafica.
Dobbiamo dunque cominciare qui con l'elemento originario della pittura: il punto.

Via della ricerca

L'ideale di ogni ricerca è
1) l'indagine minuziosa di ogni singolo fenomeno, isolatamente;
2) l'interazione dei fenomeni fra loro, composizione;
3) conclusioni generali, riconducibili alle due parti precedenti.
Il mio fine in questo scritto è limitato alle prime due parti.
Il materiale presente in questo scritto non è sufficiente a trattare anche il terzo punto, e in ogni caso è opportuno evitare conclusioni premature.
La ricerca dovrebbe procedere in modo minuzioso, pedantesco.
Questa via "noiosa" dovrebbe essere percorsa passo dopo passo; nessun minimo mutamento nella natura, nelle proprietà, negli effetti dei singoli elementi dovrebbe sfuggire all'occhio attento.
Solo per questa via di un'analisi microscopica la scienza dell'arte condurrà all'ampia sintesi che infine si estenderà, ben oltre i limiti dell'arte, nell'ambito dell'"unità" e dell'"umano" e del "divino."
È questa, infine, la meta prevedibile, la quale è però ancora molto lontana dall'oggi."

Compito di questo scritto

Quanto al mio compito specifico in questo libro, per poter garantire almeno l'esattezza iniziale non mi mancano solo le forze, ma anche lo spazio; il fine di questo libriccino è unicamente l'intenzione di illustrare solo in generale e su un piano puramente teorico gli elementi "grafici" fondamentali, e precisamente
1) in "astratto," ossia isolati dall'involucro reale della forma materiale del piano materiale, e
2) sul piano materiale : l'effetto delle proprietà fondamentali di questo piano.
Ma anche questi intenti potranno essere condotti innanzi solo nel quadro di un'indagine alquanto frettolosa come tentativo di trovare un metodo normativo nelle ricerche di scienza dell'arte e di sperimentarlo nell'applicazione pratica.


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