Il leone saggio ed il cucciolo impaziente

Un leoncino coraggioso viveva con suo branco nella savana sconfinata, che per fortuna in quel periodo offriva cibo in abbondanza. Il leoncino era molto fiero di suo padre, che era il re di tutti gli animali, e desiderava diventare presto grande e forte proprio come lui. Ogni mattina, al suo risveglio, correva a specchiarsi nello stagno per controllare se gli fosse spuntata la criniera che tutti invidiavano al re leone: il cucciolo sapeva bene che anche lui da grande sarebbe diventato il re degli animali, e sognava ad occhi aperti. Nell'impazienza di quel momento, il leoncino seguiva costantemente il re leone cercando di imitarlo in ogni cosa: il cucciolo era diventato l'ombra di suo padre. Durante un bel mattino di fine estate, dopo aver catturato diverse prede e diviso il cibo con gli altri leoni del branco, il leone sazio si addormentò in compagnia del suo inseparabile cucciolo. Ad un certo punto la terra sembrò tremare, e il leone e il leoncino si svegliarono di colpo. Il leone ci mise un attimo a capire cosa stesse accadendo, ed intanto gli altri leoni del branco cercavano di carpire un suo segnale. Non era un terremoto che stava terrorizzando quelle bestie possenti, ma una mandria impazzita di bufali che venivano verso di loro alzando un polverone grigio nella savana. Il cucciolo di leone non aveva paura come gli altri, tanta era la fiducia in suo padre. Ma nessuno è invincibile, nemmeno il re di tutti gli animali, e dopo aver riflettuto per un breve istante, il leone disse a tutto il branco di fuggire per evitare di essere travolti da quei bufali inferociti. Il leoncino fu preso via dal padre e fu messo in salvo, ma la delusione del cucciolo lo aveva atterrito: il suo venerato padre aveva avuto paura come ogni altra creatura della savana! Per il leoncino non era più possibile guardare suo padre con gli stessi occhi. Ma prima ancora che il cucciolo potesse aprir bocca, il re leone si avvicinò al figlio e scorgendo il suo imbarazzo gli confidò un segreto. Il leone spiegò al suo piccolo che anche per il re degli animali era concesso avere paura e mettersi in fuga, ma solo quando non c'era nessun altro modo per mettere in salvo il proprio branco e la propria prole. Quel giorno la paura del leone, che il cucciolo non voleva accettare, aveva salvato la vita anche a tutti gli altri leoni più giovani. Se tutti i leoni non fossero fuggiti, i bufali impazziti li avrebbero travolti tutti schiacciandoli sotto i loro corpi pesanti. A volte bisogna mettere da parte l'orgoglio, perché nemmeno il re degli animali deve sapersi arrendere di fronte alle avversità. Quel giorno il leoncino aveva imparato la lezione più importante della sua vita. Adesso ammirava ancora di più suo padre che non aveva esitato a mettersi in fuga con gli altri rischiando di perdere la stima del figlio pur di salvargli la vita. L'indomani, il leoncino andò a specchiarsi nell'acqua come ogni mattino, e con piacevole stupore si accorse che la sua criniera stava spuntando finalmente!
di Rossana Costantino
