In memoria di John Buscema

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John Buscema

John Buscema confermava quell'aria leggendaria con la semplicità e la simpatia dell'uomo modesto, quasi non avesse coscienza che attraverso le sue mani si sono plasmate intere generazioni di eroi e di lettori.
Un uomo semplice, con un bellissimo pizzetto bianco e un buffo accento siciliano, mischiato alla cadenza di Brooklyn, quasi fosse un personaggio di un film di Scorsese.

Buscema ci ha lasciati l'11 gennaio 2002, a causa di un male che lo aveva colpito un anno fa.
Era nato nel dicembre del 1927 a New York e aveva iniziato a lavorare nel mondo dei comics nel 1948, quando la Marvel si chiamava ancora Timely, poi si stufò, e cominciò una nuova carriera come grafico pubblicitario, per poi tornare in seno alla Marvel nel 1966, sotto la direzione sorridente Stan Lee.
Da allora Buscema ha disegnato praticamente per tutte le testate della casa editrice americana, da Thor a Silver Surfer, da Hulk agli X Men, da Conan Il Barbaro a Tarzan.

Il suo tratto estremamente dinamico, la sua composizione cinetica della tavola, la potenza espressiva del disegno regalarono al personaggio un atmosfera unica, levando ogni fronzolo, arrivando direttamente all'essenza massiccia e ipertrofica del guerriero cimmero, tanto da essere la sua versione quella adoperata per la caratterizzazione dei film con Arnold Schwarzenegger, tanto che i più esperti sono in grado di riconoscere inquadrature, espressioni e angoli fotografici, usati da Milius e presi direttamente dai fumetti di Buscema, molto più "barbari" di quelli dei suoi illustri colleghi Frank Frazetta e Barry Windsor Smith.

Assieme a Stan Lee, si dedicò anche alla didattica, pubblicando uno dei migliori libri esistenti sull'estetica supereroistica, un manuale di disegno usato ancora oggi da moltissime scuole di fumetto: "How to Draw Comics The Marvel Way".


RITRATTO DI JOHN BUSCEMA

di Giovanni Scalambra

John Buscema ci ha lasciato lo scorso 10 gennaio, e con lui se ne va una fetta importante di storia Marvel. Chi lo conosceva, chi ha avuto la fortuna di incontrarlo nelle fiere del fumetto italiane a cui spesso veniva invitato, lo ricorda con simpatia ed emozione, richiamando alla memoria il suo corpo enorme, la risata grassa e contagiosa e la disponibilità a raccontare, ascoltare e stringere mani.

Un uomo mite e affabile, un artista che ha influenzato come pochi altri il mondo della nona arte grazie ad uno stile pulito e potente che donava un ritmo unico alla narrazione e un involucro anatomicamente perfetto ai tanti eroi e supereroi che passavano sotto la sua matita.
John Buscema nasce nel 1927 a Brooklyn, dove frequenta il Pratt Institute diplomandosi in disegno e appassionandosi ai maestri del Rinascimento italiano. Il suo esordio ufficiale, datato 1948, avviene sui comic book western e polizieschi della Timely, una casa editrice in espansione destinata a segnare la storia del fumetto statunitense col nome Marvel.

Negli anni successivi Buscema lavora per Orbit, Charlton, Golden Key e Dell, per la quale realizza il western "Roy Rogers", ma la campagna moralizzatrice che alla fine degli Anni Cinquanta impone ai fumetti un severo "Comics Code" lo convince ad occuparsi d'altro, affiancando il noto Bob Peak nel campo delle illustrazioni pubblicitarie per il gruppo ACG.

Alle soglie dei quarant'anni arriva come un fulmine a ciel sereno la chiamata di Stan Lee , da poco alla guida della neonata Marvel e desideroso di ridisegnare l'Olimpo dei supereroi (assieme a Jack Kirby, Lee creerà personaggi del calibro di Hulk, l'Uomo Ragno e gli X-Men): è la svolta decisiva nella carriera di Big John.

Dopo un inizio in sordina, l'autore italoamericano approfitta dell'uscita di scena di Jack Kirby (passato alla concorrenza) per farsi conoscere sulle pagine delle testate più popolari: Thor, I Vendicatori, Daredevil e I Fantastici Quattro fanno emergere il suo tratto "neoclassico" e vigoroso, ma è sulle pagine di "Silver Surfer", l'argenteo alfiere delle stelle ereditato non senza scossoni dalla gestione Lee, che Buscema esplode con una forza grafica e una perfezione anatomica che ancora oggi rappresenta il modello da imitare quando si parla di "Marvel style".
Finito il periodo di "Silver Surfer", Buscema si dedica in modo didascalico e poco innovativo ai supereroi della Casa delle Idee, finché la possibilità di occuparsi di Conan, orfano di Barry Windsor Smith, gli restituisce l'entusiasmo dei giorni migliori: nelle sue mani il Cimmero diventa una belva sanguinaria dai muscoli guizzanti, un titano straordinario in grado di solleticare l'immaginazione collettiva. Tra gli Anni Ottanta e Novanta i virtuosismi grafici dei nuovi Jim Lee o Todd McFarlane oscurano un po' il suo tratto classico e regolare, e la produzione del "Michelangelo del fumetto" rallenta sensibilmente (anche se regala alcune avventure di Punisher e Wolverine di gran livello).
L'ultimo lavoro di Buscema , da tempo malato di cancro, risale a circa un mese fa, e rappresenta uno dei suoi pochi lavori realizzati al di fuori dell'amata Marvel: un Superman anomalo, diverso dall'Azzurrone a cui i lettori sono abituati ma sempre straordinariamente potente e carismatico. Un curioso testamento extra-marvelliano per l'artista che più di tutti ha segnato lo sfavillante universo della Casa delle Idee.


Si è spento il Michelangelo dei Comics

Il 10 Gennaio 2002, si è spento John Buscema uno dei padri dei comics.
Ricoverato il 9 agosto per un cancro allo stomaco probabilmente dovuto al fumo, ha lasciato in apprensione per diversi mesi i fan sparsi per tutto il globo.
Il grande John, non è riuscito a vincere la malattia che lo aveva colpito. La famiglia ha reso nota la notizia ed ha informato che il funerale è il giorno 13 alle 14 presso la The Bryant Funeral Home, 411 Old Town Road, East Setauket, NY 11733.
Buscema, è stato uno dei più influenti autori di comics, ed il suo stile classico è stato fonte d'ispirazione per generazioni d'artisti e di fan. Non era alla moda, non disegnava alla giapponese e non era neppure un amante dei supereroi, il meglio di sé lo ha dato con Conan, ma, John Buscema è, una delle leggende del fumetto, uno degli intoccabili: Kirby, Buscema e Romita sono i tre pilastri su cui i disegnatori Marvel hanno impostato ed impostano il proprio stile. Le sue figure possenti e drammatiche sono rimaste impresse nella storia: il cimmero Conan, la tragica Visione, il poetico Silver Surfer.
John, d'origini siciliane, amava molto l'Italia ed in particolar modo la Sicilia, era sempre entusiasta se c'era un siciliano con cui parlare nel suo stentato dialetto.
Ha iniziato a lavorare nel campo dei comics nel 1947 per la Timely, e solo nel 1968 è approdato ai supereroi, intessendo lunghissimi cicli su I Vendicatori, Conan e Silver Surfer. Negli ultimi tempi, come molti altri autori della sua generazione, era stato eclissato dalle nuove star del comicdom, ma la sua traccia indelebile è rimasta in tantissimi professionisti, da Claudio Castellini ad Alan Davis. L'ultimo suo lavoro, casualmente, lo ha portato a ritrovarsi con l'amico di sempre Stan Lee sul personaggio simbolo della concorrente DC comics, Just Imagine Stan Lee & John Buscema creating Superman.


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