Fumetti Marvel - Silver Surfer

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Silver Surfer

Nell'anno 2004, Silver Surfer è tra i fumetti forse il più inattuale, per i tratti di nobiltà del personaggio che lo rendono simile ad un cavaliere della tavola rotonda e l'esistenzialismo filosofico e tragico che ne permea le pagine come una magia di altri tempi. L'alfiere d'argento Silver Surfer merita uno spazio privilegiato.

In origine l'araldo delle stelle era un alieno del pianeta Zenn-La, un individuo mite e pacifico costretto a lasciare il suo mondo e la principessa Shalla-Bel, di cui era innamorato, per placare la "fame" del crudele Galactus, il Divoratore di Universi, che scelse di risparmiare la popolazione in cambio della sua promessa eterna di fedeltà.

Dopo aver ricevuto dal nuovo padrone una corazza argentea e un potere incommensurabile capace di dominare le forze del cosmo, Silver Surfer diventò un terribile araldo il cui arrivo era sinonimo di morte e distruzione, un emissario che preannunciava la fine di ogni cosa.
L'arrivo sulla Terra e lo scontro con i Fantastici Quattro portarono il protagonista ad un pesante esame di coscienza, e davanti all'orrore delle tante vite che aveva contribuito a spegnere decise di tradire il giuramento e ribellarsi alla follia apocalittica di Galactus.

La punizione per il suo oltraggio fu però terribile: Silver Surfer, un emblema anche estetico di libertà e purezza, venne confinato sulla Terra, e come un nuovo Adamo fu destinato a rimpiangere per tutta la vita la perdita del suo Paradiso personale (anche se, dopo mille battaglie e lacrime, riuscirà a lasciare il suo "carcere" e librarsi tra le stelle).

Apparsa per la prima volta sulle pagine di "I Fantastici Quattro" nel marzo del 1966, la figura affascinante di Silver Surfer colpì da subito i lettori per la nobiltà estetica con cui solcava i cieli a bordo di un'asse argentea, per l'umanità che traspariva dai suoi sensi di colpa (non riuscirà mai a scrollarsi di dosso il dolore per le stragi compiute assieme a Galactus) e per l'inesauribile desiderio di essere libero da una prigionia ingiusta e spietata.

Sotto la gestione di Stan Lee e John Buscema Silver Surfer toccò vertici di eccellente espressività grazie a trame complesse e impegnate e disegni di violento impatto spettacolare ed emotivo.


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