Siciliani
Sezione a cura di Nunzia Caltagirone
Sicilianità e Sicilitudine
L'insularità comporta un modo di essere, di pensare e di sperimentare che è già un appartenenza ad una identità specifica. Non è una diversità rispetto alla continentalità, è solo una specificità all'interno dei geni: quando si ha una sensibilità esasperata si tende alla chiusura e all'isolamento, in condizioni di normalità invece ci si apre alla solarità e alla condivisione e si è disponibili ad accogliere ogni tipo di influenza esterna. Questo atteggiamento è particolarmente evidente nella manifestazione artistica in generale: pittorica, musicale ecc., ma si nota soprattutto nella forma del linguaggio sia esso orale che scritto. Può succedere perciò che un siciliano usi le parole, per comunicare e condividere con altri, le proprie emozioni , punti di vista, o semplici congetture, ma può pure accadere, e abbastanza spesso, che al di là del valore semantico, le parole abbiano un senso nascosto che va decodificato. La sicilianità è solare, porta ad aprirsi all'altro, pur nella consapevolezza e nella fierezza del sentirsi diverso; la sicilitudine è chiusura e solitudine: prevale la coscienza dell'incomunicabilità di un esperienza, con espressioni che siano capaci di supportarne il senso. Entrambe sono valide forme espressive, variabili da un individuo all'altro, ma entrambe possono sussistere nella stessa persona nel variare delle sue esperienze ed emozioni e persino nell'alternarsi di pochi giorni. C'è anche una sicilianità specifica, nel raccontare o nel vivere i viaggi, che sa essere a volte molto espressiva, ma sempre trasbordante e referente al proprio vissuto, impersonata nel siciliano che gira mezzo mondo e che in ogni parte del mondo afferma con assoluta sicurezza che non potrebbe vivere in nessun altro luogo, perché solo in Sicilia trova il cibo, il clima e persino gli amici congeniali alla sua natura. Analogamente c'è una sicilitudine che diviene come un sostrato interiore e accompagna il siciliano dovunque si trovi, apparentemente integrato in ogni parte del mondo, ma tuttavia in sintonia a cogliere ogni aspetto che renda l'altro originale e diverso come lui stesso si sente; chi rientra in questa categoria, nei suoi viaggi è spesso alla ricerca del nuovo e dell'esotico . Chi è malato di sicilianità, non lascia mai spontaneamente e definitivamente la sua isola, e porta con sé dovunque vada un suo mondo chiuso di valori in cui crede e si identifica. Chi è malato di sicilitudine, è integrato in ogni paese in cui si trova a vivere, spesso è poliglotta, ma nell'intimo dell'anima ha un'irrequietezza ed una curiosità che lo spingono sempre a ricercare l'altro e altrove. Se nell'esprimere se stessi, la sicilitudine ha una forte carica di incomunicabilità, nel recepire l'altro, essa esprime in sommo grado l'intuizione. La sicilianità invece, tanto è solare nell'espressione, quanto superficiale nel recepire le altrui esperienze. Esse sono pertanto speculari ed opposte a seconda dell'approccio. Individualmente e psicologicamente, si può vivere la propria identità in maniera contradditoria, alternando solarità e ombrosità, e quando ciò accade, la stessa persona può mostrare una grande accoglienza all'altro unita ad una grande chiusura, quasi un arroccamento nei propri valori. Anche nel produrre cultura, ci si può esprimere nell'una o nell'altra forma: questa sezione è dedicata ai siciliani, ovunque si trovino e comunque vogliano esprimere le loro capacità artistiche, mai dimentichi però del loro essere siciliani e perciò con dei caratteri che li accomunano agli abitanti delle isole grandi e piccole del mondo, siano inglesi o giapponesi o piuttosto inglesi o altro, ma comunque isolani e pertanto con una specificità diversa dagli abitanti del continente.
