diario di lucy

SE L'AMORE CHIAMA

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SE L'AMORE CHIAMA 

Oceano in tempesta,
a, volte la vita.

Onde fluttuanti,
si formano, si distruggono.

Sinistri pensieri appaiono,
scompaiono in un soffocante respiro.

Luce dirompente,
di faro all'orizzonte.

Accogliere di mani, di sguardi,
protesi, cercano amore.

Fulmineo bagliore di Giorno,
cuori e anime incontra.

Il mare si placa le onde si chetano.
Pensare, in dolce sentire si ricompone.

IO E TE ORA

Nello stesso vascello
mai piu' tempesta ci potra' separare.

Irrompe il nuovo mondo

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Irrompe il nuovo mondo
Irrompe il nuovo mondo,
e oscura il bagliore piu' vivo del sole,
si vede ora da rovine di muschio,
scintillare un futuro strano e prodigioso
e cio' che prima fu quotidiano,
sembra ora straniero e meraviglioso.
Niente piu' ordine in base a spazio e tempo,
qui il futuro consiste nel passato.
Il regno dell' amore s'e' dischiuso,

Il Pappagallo

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C'era una volta un mercante che teneva un pappagallo in gabbia. Il suo lavoro lo indusse a partire per l'India, e allora chiese al suo pappagallo se avesse un qualche messaggio per i suoi simili di quel continente.

Il pappagallo si limitò a rispondere: "Dì loro che me ne sto chiuso in una gabbia". Il mercante diede la sua parola di messaggero, e trasmise il messaggio al primo gruppo di pappagalli che incontrò sul suolo indiano. Udite quelle parole, uno di loro cadde a terra e ne morì immediatamente.

Tornato in patria, il mercante accusò il pappagallo di averlo reso latore di un messaggio mortifero, ma appena ebbe ascoltato questo rimprovero anche il pappagallo del mercante cadde a terra morto, proprio come il suo simile indiano.

A quel punto il mercante tolse il cadavere del pappagallo dalla gabbia e fece il gesto di gettarlo via, quand'esso riprese invece vita e fuggì volando, spiegando che il pappagallo indiano si era limitato ad indicargli la morte come via di fuga dalla gabbia.

di Maulana Jalaluddin Rumi

Piu' bello...

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Il più bello dei mari e' quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti.

E quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto

Nazim Hikmet

Il Millepiedi

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C'era una volta un millepiedi viveva felice un giorno incontrò la rana e la rana gli chiese:

-Come fai a mettere i piedi uno davanti all'altro senza inciampare?-

Il millepiedi ci pensò e da quel momento non fu più in grado di camminare

(favola zen)

..silenzio..

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Chi non comprende il tuo silenzio,
probabilmente non capira' nemmeno le tue parole.

(E. Hubbard)

L'albero si vede dai frutti

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l'albero si vede dai frutti

Mondo, come fai a vivere così?

Ci pensano largamente i mass media a metterci di fronte alle atrocita' che succedono nel mondo. Chi commette atrocita? Sono i figli del mondo, quel mondo che li ha resi feroci verso i propri simili. Non si puo' negarlo.

A volte, gli ostacoli della vita

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Sentiero

Quanti sentieri davanti a me,
non so quale prendere e perche',
Chiedo ai passanti,
il loro sguardo indifferente,
sfiora il mio viso, tristemente.

Mi fermo, non scelgo.
Ancora un tramonto,
nell' orizzonte dell'attesa:
una via c'e' ,
ascolto il dentro,
che palpita in me.

Il cuore certamente parla.
Chiudo gli occhi e sento,
che nel gioco dell'attesa
il mondo sembra meno deserto.

Bisogna morire molte volte
mentre si e' ancora vivi,
per trovare la propria via.

Lucy

L'uomo Digitale

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Breve introduzione, e' questo il nostro tempo?
Il computer oggi, e' cosi' incorporato nella nostra vita quotidiana, che possiamo chiamarlo "tecnologia Protesi" . Strumento, protesi, del nostro cervello della memoria dell'uomo. Pure il Telefonino, e' la possibilita' di sostituire la memoria, e' piu' facile scrivere tutto nel telefonino, cosi' tutto viene trovato velocemente. L'adolescente, tende a non imparare a memoria. L'adolescente delega tutto al telefonino. Usando gli SMS, si perde la capacita' di formare frasi concetto, si finisce a non riconoscere piu' il significato semantico delle parole. La sintesi che contiene tanti significati. Sparisce il concetto di tempo di S. Agostino: "tempo vissuto", "tempo passato" "tempo presente" "futuro". Grazie alla "tecnologia Protesi" c'e' il rischio di perdere l'uso della memoria, a che mi serve? Premo un bottone e ho tutto a mia disposizione. C'e' il rischio di perdere la capacita' di periodare.

Gli studenti fanno frasi sempre piu' strette, omettono la congiunzione "che" , la quale permette di allacciarsi ad altri ragionamenti, per lasciare il discorso sospeso e ritornarci in un secondo momento, la difficolta' di fare un discorso sospeso che a poco a poco si svolge. Vi e' preferenza per un linguaggio iper-sospeso "qui e ora", inteso nel vivere quotidiano sganciato da radici, e senza progetti per il futuro. ( Diverso dal "Qui e Ora" inteso come vivere intensamente ogni attimo vissuto). Il linguaggio degli SMS, e' criptato, ci si esprime attraverso simboli: le faccine espressive, i disegni. Tutto cio' porta all'incapacita' di fare un romanzo, per la sostituzione dei processi mnemonici che impoveriscono il dialogo. C'e' il rischio che la "tecnologia protesi" cambi le procedure mentali, e' una condizione che cambia le funzioni del cervello. Il telefonino e'uno strumento che funziona in termini binario SI/NO, la risposta deve essere veloce, non esiste il tempo per pensare , per poter riflettere. Si perde la grande forza del dubbio, la capacita' di mettere in discussione, la questione, le domande, crearsi un dubbio per approfondire.

Qualche volta l'uomo e' un "sacco vuoto con dentro un telefonino spento" . Il telefonino cambia tipi di relazione, tra genitori e figli, e' un tema nuovo, come si presenta la relazione in famiglia? Capita, che nella stessa stanza, ogni componente della famiglia, e' intento con il proprio telefonino, a messaggiare. Arrivera' un momento che per relazionarci, coi figli , dovremmo farlo attraverso le e-mail o sms? I messaggini comprendono un fascino intrinseco, possiamo chiamarlo "delirio del tempo reale", e' questo il pensiero del futuro? L'immagine dell' uomo in tempo reale, l'uomo di adesso, prevale l'uomo di superfice, e scompare l'uomo interiore, scompaiono i significati nascosti, l'uomo e' tutto cio' che si vede, e con esso la scomparsa dei sensi di colpa. Il senso di colpa, del rapporto con se stesso, quando si constata di aver commesso un'azione sbagliata.

L'uomo di superfice che non ha desideri, invece, prova un senso di vergogna, di fronte all'altro che scopre che ci si e' comportati in modo sbagliato. L'uomo di superfice non ha dimensione del futuro. Il pericolo del telefonino, e' quello di avvicinarsi ad un autismo digitale, e' una sorta di chiusura che rende impossibile comunicare, e' la condizione degli adolescenti che stanno bene solo davanti al computer o al telefonino. E noi adulti, come reagiamo e ci adattiamo nell'era del digitale?

Lucy

L'Uomo Digitale

La Volpe e la Bambina Il Film di Jacquet

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LA VOLPE E LA BAMBINA
In una mattina d'autunno, alla curva di un sentiero, una bambina scorge una volpe. Affascinata al punto di dimenticare la paura, osa avvicinarsi. Per un attimo le barriere che dividono la bambina e l'animale svaniscono. Comincia cosi' la piu' sbalorditiva e favolosa delle amicizie. Stile documentario per la famiglia. Le scene sono bellissime, il film e' ambientato in una foresta, meravigliosa. I colori delle foglie dei larici e dei faggi risplendono di mille riflessi dorati sotto il timido sole autunnale. La bambina , ogni giorno, percorre lo stesso sentiero, casualmente incontra una volpe, e' cosi' bella che decide di addomesticarla.

Ogni giorno si arrampica in un vecchio faggio, con pazienza aspetta l'arrivo della volpe attirandola con del cibo. ( saper attendere). Piano piano la volpe si fida sempre piu' della bambina ( fede e speranza ). Nasce cosi' una bella amicizia, , cresce fiduciosa , fatta di incontri quasi giornalieri ( Pazienza). Avviene in seguito un aneddoto, drammatico, che va a ledere la liberta' della volpe, e che le separera' per sempre. C'e' chi dice che Luc Jacquet, il regista del film, si sia ispirato al libro di Antoine De Saint Exupèry Il Piccolo Principe.

La somiglianza con il libro il Piccolo Principe, si nota lievemente anche, nel momento della separazione, tra i due, che avviene in modo inaspettato e non programmato, diverso, rispetto al libro Il Piccolo Principe, seppure vissuto con il dolore della separazione come nel libro di Saint-Exupèry. La separazione diventa, necessita' , per la volpe di riappropriarsi della sua liberta di animale selvatico, minacciata da quella amicizia . A mio avviso e' un film/documentario affascinante sotto il punto di vistana naturalistico, ambientale, privo pero' del carico affettivo emotivo della relazione affettiva tra il principe e la volpe del libro Il Piccolo Principe.

Il Piccolo Principe

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