gino vasta

Il mio primo orologio

Non immaginavo quanto importante fosse
che l'ora sempre a portata di mano avessi
e il dì che ebbi un orologio
stupito ne rimasi del suo pregio
Impegni ne prendevo tanti e tanti
ed ero preciso negli appuntamenti
non posso descrivere di quanto aiuto sia quando sei in polizia
caro il mio orologio
che con il tuo TIC TAC sei sempre saggio,
scusami se a volte ti offendo
la colpa è mia e me ne rendo

Mondo

Mondo tu non parli eppur ti vanti
pensi tu, di esser molto grande
anche se in lungo ed in largo il tuo corpo
si estende
io ti trapasso con mezzi e tu sei niente

Posso ingrandirti con i miei versi
illustrando luoghi e tempi scomparsi
zone isolate continenti dispersi
parlo dei tuoi piedi dalle acque cosparse

Poesie di Gino Vasta

Scrive l'autore:

"Sono versi dedicati a persone a me molto care.
Parole ispirate dai sentimenti che a volte non si riescono a esprimere a parole ai propri cari."

15/11/1956, Gino Vasta

Mio Padre

La morte ti rapì e tu partisti
lasciandoci ricordi belli, ma funesti
giovane ancor tu mi lasciasti
ma non dimentico il bene che mi volesti
Sono passati anni mesi e giorni
Tutto può tornare ma tu non torni
rimanendo scolpito nel mio cuore
e nel ricordo che ti continuo ad amare
A volte vengo a visitarti al cimitero
e la di rivederti io spero
i miei occhi vedono qualcosa, una nebbia
come se il vento spinge della sabbi

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